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RAPVITE

Ricerca azione partecipata sulle vittime della tratta di esseri umani, dei crimini d’onore e dei matrimoni forzati in seno alle comunità immigrate africane e dell’Europa dell’Est 

OBIETTIVI

Il progetto RAPVITE si rivolge principalmente alle donne immigrate poiché particolarmente vulnerabili e soggette allo sfruttamento e agli abusi. Impegnate nella ricerca dell’Eldorado europeo, molte di loro si trovano in effetti esposte a situazioni di violenza e di lavoro degradanti, totalmente sottomesse ai loro carnefici. A volte accettano anche l’idea di un matrimonio forzato o di un matrimonio bianco nella speranza di ottenere un documento di soggiorno. Ci sono anche situazioni in cui, pur vivendo regolarmente in Europa e/o essendoci spesso nate e cresciute, queste donne possono essere messe alle strette dai propri famigliari o dai membri della comunità d’origine che impongono loro di rispettare principi culturali in palese contraddizione e violazione delle leggi del Paese d’accoglienza.

L’insieme di queste situazioni genera numerose e continue sofferenze fisiche e morali, a volte insostenibili. È difficile porre fine a questi disagi: poco rappresentate nelle istanze decisionali, nei sindacati, nelle associazioni oppure nei partiti, le donne immigrate e le loro personali storie rimangono invisibili e silenti. Ovviamente il silenzio fa sì che tanto le popolazioni che le istituzioni europee restino totalmente all’oscuro di queste situazioni.

Proprio per rompere con tale logica e per favorire la prevenzione, il progetto RAPVITE è orientato all’ideazione e alla sperimentazione di una strategia volta a una maggiore conoscenza del fenomeno e alla sensibilizzazione delle comunità immigrate e delle popolazioni europee sull’argomento; alla formazione delle figure professionali direttamente coinvolte nel settore ossia operatori sociali e sanitari, docenti e direttori scolastici, operatori educativi, impiegati del corpo della polizia municipale; all’ideazione e alla sperimentazione di un piano locale di prevenzione e di trattamento dei disagi riscontrati dalle donne immigrate vittime di tratta, di crimini d’onore o di matrimoni forzati. La logica di prevenzione punta anche sulla sensibilizzazione delle comunità immigrate e delle popolazioni europee. 

PARTNERSHIP

La leadership del progetto è affidata al Comune di Senigallia.
Sono partner del progetto:

  • Centro Interateneo per la Ricerca Didattica e la Formazione Avanzata (CIRDFA, Italia);
  • Centre d’Etudes et de Mémoire des Migrations subsahariennes (CEMIS, Belgio);
  • Bulgarian Gender Research Foundation (BGRF, Bulgaria);
  • Comité Contre l’Esclavage Moderne (CCEM, Francia).

MISURA

Il progetto RAPVITE, della durata di 24 mesi, ha come peculiarità di puntare su proficue relazioni di partenariato e di collaborazione multi-livello.

In tal senso l’attività d’indagine prevede il coinvolgimento di altri 6 Paesi europei mediante l’avvio e il consolidamento dei rapporti di cooperazione con le organizzazioni partner del progetto. Nella prima fase si cercherà sistematicamente un coinvolgimento diretto del target, ossia delle comunità immigrate stesse, incaricando alcuni di loro dello svolgimento dell’indagine stessa.

Nell’ambito delle attività formative, le organizzazioni partners stringeranno rapporti stretti con le altre agenzie territoriali: corpi di polizia di altri Comuni a livello regionale, istituti professionali di formazione degli operatori sociali, associazioni degli immigrati, istituti scolastici. Dalla forza di queste relazioni, dipenderà l’impatto quantitativo e qualitativo del percorso formativo.

Infine, la fase di sperimentazione vedrà la strutturazione di una relazione di collaborazione triangolare in grado di coinvolgere i partners del progetto, le figure professionali coinvolte nella fase di sperimentazione, le comunità immigrate e in particolare le vittime della tratta degli esseri umani, dei crimini d’onore e dei matrimoni forzati. 

RISULTATI OTTENUTI

I principali risultati del progetto sono:

  •  Una mappatura delle immagini e delle opinioni di 2500 immigrati africani e dell’Europa dell’Est sulla tratta degli esseri umani, il crimine d’onore e il matrimonio forzato;
  •  Realizzazione di una relazione di sintesi per la diffusione dei risultati;
  •  Formazione e-learning e in presenza volta al potenziamento delle capacità di almeno 300 impiegati che intervengono nei settori socio-sanitario, giudiziario, educativo sia a livello formale che non formale;
  •  Impostazione di un dispositivo di sensibilizzazione degli istituti scolastici, delle classi di scuola media e superiori, sulla tratta degli esseri umani, il crimine d’onore e il matrimonio forzato;
  •  Attuazione e test di un piano di azione integrato multi-attori di lotta contro la tratta degli essere umani, il crimine d’onore e il matrimonio forzato. Il piano prevede la realizzazione di almeno 400 ore di colloqui personalizzati.