Ricerca azione partecipata sulle vittime della tratta di esseri umani, dei crimini d’onore e dei matrimoni forzati in seno alle comunita’ immigrate africane e dell’europa dell’est

 

Nonostante siamo entrati nella seconda decade del 21° secolo, la questione del rispetto e della protezione dei diritti dell’uomo rimane un impegno quotidiano.
Nelle nostre città europee la questione dei diritti dell’uomo in relazione all’immigrazione coincide sempre più spesso con il problema delle condizioni d’accoglienza e di permanenza dei cittadini immigrati. L’idea di una possibile violazione di tali diritti normalmente chiama in causa direttamente le autorità del Paese d’accoglienza, mentre più spesso viene tralasciata la possibilità che tale violazione possa avvenire all’interno delle stesse comunità immigrate inficiandone di fatto il processo d’integrazione.  A tal proposito numerosi fatti di cronaca impongono di ricordare che questioni come la tratta degli esseri umani, il crimine d’onore e i matrimoni forzati meritano di essere integralmente affrontate.

Il progetto Ricerca azione partecipata sulle vittime della tratta degli esseri umani, dei crimini d’onore e dei matrimoni forzati in seno alle comunità immigrate africane e dell’Europa dell’Est — finanziato dall’Unione europea nell’ambito del programa Daphne e istituito con lo scopo di rispondere a questa necessità — intende mettere a punto un modello di piano integrato di azione locale che permetta di prevenire, ma nel contempo anche di rimediare alle situazioni di tratta, di crimini d’onore e di matrimonio forzato a danno delle donne migranti presenti sul territorio dell’Unione Europea.