Sperimentazione

 

La sperimentazione consiste in una delle fasi più significative del progetto in quanto fa nascere i risultati che hanno un impatto diretto sui principali beneficiari delle attività ovvero i  ragazzi stessi. Il valore intrinseco della sperimentazione risiede nello sviluppo di nuovi percorsi, ponendo anche la questione della loro validità e ripetibilità.

Sperimentazione nelle classi

Nell’ambito del progetto MABE, la sperimentazione avviene principalmente tramite attività di stage e di project work dei docenti e degli operatori iscritti al Master “Pedagogia sociale e lotta contro la violenza giovanile”. Consiste nel progettare e sperimentare nell’ambito delle proprie classi, nuovi moduli e unità didattico-disciplinari, nonché risorse educative aperta (es. scrittura, teatro…), che permetteranno di affrontare il bullismo in modo poco consueto, diventando così un’ulteriore occasione di riflessione. I prodotti finali sono il punto di partenza per organizzare eventi di carattere pubblico, in particolare nell’ambito della “Quinzaine”.

Cosi sono state direttamente ideati più di 20 percorsi di sperimentazioni attuati in Grecia, Italia, Romania.

Percorsi di sperimentazione svolti in Grecia

1. Mysirli Aggeliki, The flexible zone hour as a means of fighting bullying deriving from the difference in outward appearance

2. Nikolaos Bekas, The essay writing as a mean of developing non-violence between foreing and native student in the school environment

3. Kerasia Dimitriadi, The subject of Chemistry as a mean of prevention of bullying that comes from native students to foreigners in the school environment

4. Margarita Kapsali, The theatrical play as a means to prevent violence and improve language communication between foreign and native students

5. Stavros Papadopoulos, Museum education as a mean of preventing school violence and improving language communication between native an foreign students

 

Percorsi di sperimentazione svolti in Italia

6. Silvia Bosi, Doposcuola popolare nel Quartiere S.Fereolo di Lodi – Educare alla cultura della non violenza in un contesto multiculturale

7. Maria Teresa Fazio, Linguaggi per conoscersi e costruire rapporti.

8. Anna Foralosso, Mente Arte Corpo per prevenire la violenza

9. Sara Iencenella, Bullismo e genitori “Istruzioni per l’uso” : Come riconoscerlo,come prevenirlo,come contrastarlo

10. Alessia Parrino, Theatrical drama at school for nonviolence education: docufiction for educators.

11. Barbara Saudelli, Costruire la pace

12. Daniele Sordoni, Non insegnate ai bambini. Proviamo a insegnare agli adulti – Il management come modalità d’intervento sugli adulti per prevenire il disagio sociale nei giovani.

 

Percorsi di sperimentazione svolti in Romania

13. Ana Anton, Drop anti-violence – Integration of aggression themes in the content of school subjects and extra-curricular activities

14. Georgiana  Aricescu, Violenţa generează violenţă

15. Florentina Citu, Do not tolerate violence and indifference to violence!

16. Simona Lolea, Violenţa exprimată prin emoţii

17. Mariana Meran, Education for non violence

18. Delia Atena Milconiu, A fi sau a nu fi…violent

19. George Popescu, Conflictul – o noua forma de “socializare” in randul tinerilor

20. Raluca Antonela Popescu, Agresivitatea la prescolari “Invata-ma sa nu lovesc!”

21. 22. Persinaru Sorina & Doina Cocic, Together for a school of tolerance : An action plan for preventing violence

 

Video

1. Activitate “Arta da a combate violenta” (RO)

2. Activitate “Educatie Pentru nonviolenta” (RO)

 

Giovani mentor
contesto scolastico ed extra scolastico potrebbe non essere sufficiente per contrastare il fenomeno del bullismo. Per questo, si è pensato di promuovere interventi educativi di “peer education” finalizzati a formare dei giovani mentor, come figure capaci di contrastare il fenomeno del bullismo, attraverso il sostegno e il supporto degli studenti più deboli.

La peer-education utilizzata nella formazione di soggetti in ambito di tematiche sensibili, come quella del bullismo, diventa una strategia educativa importante per attivare tutti quei processi di trasferimento, di conoscenze, emozioni ed esperienze da parte di alcuni studenti, ad altri di pari status. Questa pratica utilizzata per affrontare un tema sensibile, come quello del bullismo, è in grado di superare le barriere che solitamente caratterizzano la formazione tradizionale per raggiungere un livello di discussione più autentica e significativa tra un gruppo di pari o la classe scolastica.

L’intervento educativo mirerà in particolare all’identificazione di giovani mentor e alla loro formazione su forme di mentoring applicate alla tematiche del bullismo.

[descrizione del laboratorio]

[Il Decalogo del Buon Mentor]